PARAMORFISMI e DISMORFISMI

Paramorfismi e Dismorfismi in età evolutiva
Presso Fisiokinesiterapia 21 (Testaccio)

Scoliosi, Iperlordosi, Ipercifosi, Piede cavo, Ginocchio varo e valgo.



Scoliosi del bambino

La scoliosi è una deformità della colonna vertebrale caratterizzata da una torsione della colonna nei tre piani dello spazio, formando una curva sul piano frontale (quella che si vede in radiografia), ruota su se stessa determinando il gibbo, e riduce le curve della schiena vista di profilo (cifosi dorsale e lordosi lombare).
È una patologia su base genetica e si presenta quindi con maggior frequenza in più membri di una stessa famiglia.
La sua causa è sconosciuta nella maggior parte dei casi, pertanto viene definita idiopatica.
Nel 20% circa dei casi è secondaria ad altre patologie, quali le deformità vertebrali congenite, alcune malattie neurologiche, del connettivo, muscolari. In base all’età di prima osservazione viene definita neonatale, infantile, giovanile, adolescenziale, dell’adulto.
La scoliosi tende ad evolvere verso un progressivo peggioramento durante la fase della crescita, in particolare durante lo sviluppo puberale.


Iperlordosi lombare 

L’iperlordosi lombare è una deformazione della colonna vertebrale che si manifesta attraverso in’accentuazione della curva lordotica, ovvero della parte inferiore della spina dorsale. Chi soffre di questa patologia si riconosce perché presenta:
• il bacino inclinato verso l’esterno;
l’addome sporgente;
i glutei portati eccessivamente all’indietro;
spesso si manifesta anche una rotazione lieve o accentuata del bacino.
L’iperlordosi lombare è un disturbo della colona molto comune che è legata soprattutto all’assunzione di posture sbagliate di un comportamento scorretto del corpo; alcune volte può derivare anche da cause congenite.


Ipercifosi Dorsale 
La cifosi dorsale è un'esagerazione della curva fisiologica dorsale, i limiti nei quali la cifosi dorsale deve essere considerata "normale" è quando la curva è compresa tra i 20 e 40 gradi misurati secondo il metodo di Cobb.
Secondo questa misurazione quando la curva supera i limiti fisiologici è definita cifosi, o meglio ipercifosi.
Può essere classificata in "morbida" o "rigida" e può accompagnarsi da un'iperlordosi lombare.

La cifosi morbida 
La "cifosi morbida" anche definita "falsa cifosi" è quando il suo raddrizzamento può essere ottenuto con un piccolo sforzo di volontà, in questo caso non esiste una deformazione ossea.
È dovuta ad un "crollo" della colonna dorsale sui suoi ligamenti posteriori, il segmento dorsale appare arrotondato e la linea di gravità si trova davanti a quest'arco.
Inoltre all'esame radiografico non sono presenti anomalie vertebrali, né valori angolari della curva significativamente superiori ai 40 gradi.
Le cause possono essere diverse, fisiologiche, psicomotorie, posturali, molto spesso è frequente nei bambini con "habitus astenico" (Balland), nei bambini stanchi e/o pigri e che difficilmente praticano una attività sportiva.
In età precoce anche i "vizi posturali" possono essere fonte di questa disarmonia (banco scolastico troppo basso, zainetto, ecc.).

La cifosi rigida 
La "vera cifosi" o cifosi rigida, è molto spesso l'evoluzione di un'atteggiamento cifotico inveterato, poiché la mancanza di estensione dorsale porta ad una limitazione progressiva d'estensione articolare.
Questa cifosi ha una limitata possibilità di riduzione con uno sforzo muscolare ed anche con la mobilizzazione manuale, ed è per questi motivi che la definiamo cifosi vera.
Nei bambini queste cifosi rigide appaiono come vere "deformazioni ossee" ed all'esame radiografico superano i normali valori angolari previsti, i 40 gradi secondo il metodo di Cobb.
Questi casi di disarmonia vertebrale rientrano nelle ipercifosi dorsali.
Queste ipercifosi sono legate presumibilmente ad una distrofia ossea o ad una tipologia genetica.

Ipercifosi dorsale giovanile 
L'ipercifosi dorsale giovanile è una patologia vertebrale molto frequente, oggi riscontriamo sempre più spesso bambini di 8-10 anni affetti da questo disequilibrio statico, clinicamente sono forme riconducibili al Morbo di Scheuermann o Epifisite Giovanile (Clavet) che costituiscono la casistica maggiore circa il 90% (Fauchet).
Esiste un sottogruppo di ipercifosi molto più raro che possiamo osservare in soggetti di età compresa tra i 5 e i 9 anni.
Questi pazienti presentano inizialmente una curva
morbida ma evolutiva e che tende con la crescita a divenire rigida, gli esami radiografici (RX e RM) non mostrano evidenti segni di deformità vertebrali a cuneo tipiche della malattia di Scheuermann.
Le caratteristiche morfologiche e strutturali tipiche di questo sottogruppo rientrano nel quadro delle cifosi tipo "pre-Scheuermann" (Wenger).
 

Ginocchio valgo 
Per ginocchio valgo s’intende una deformità del ginocchio per cui questo tende verso l’interno.
Ciò accade quando il femore e la tibia non sono perfettamente allineati, ma formano un angolo ottuso aperto lateralmente.
Questa condizione viene definita, nel linguaggio comune, “ginocchia a X”.

Ginocchio varo 
Il ginocchio invece si definisce varo quando femore e tibia non sono perfettamente allineati, ma formano un angolo ottuso aperto medialmente (cioè verso l’interno, verso l’altro ginocchio per intenderci).
Questa condizione viene comunemente definita gambe a “parentesi contrapposte”, tipiche dei calciatori professionisti (leggi l’articolo sui traumi tipici nel calcio).


Piede piatto e piede cavo 


Il piede piatto (P.P.) è molto diffuso. Consiste non solo nell’appiattimento con caduta della pianta del piede, ma anche nella deviazione verso l’esterno del calcagno talvolta con alluce valgo associato.
In età giovanile non rappresenta una “malattia” ma, accentuandosi nel tempo , può diventare una grave invalidità con dolorose limitazioni funzionali non solo del piede ma anche con ripercussioni negative a carico della postura e del metabolismo (insorgenza di patologie come il diabete favorito da scarsa attività motoria).

Il piede cavo (P.C.) è caratterizzato da aumentata altezza della volta plantare; possono associarsi griffe delle dita, riduzione della superficie d'appoggio, varismo del calcagno, primitiva o secondaria a pronazione dell'avampiede, metatarsalgie.

È causato spesso da malattie neurologiche eredo-familiari caratterizzate da alterata trasmissione degli impulsi sensitivo-motori dei nervi periferici; perciò può essere presente in più individui di una stessa famiglia.

Le forme lievi sono generalmente asintomatiche, salvo che per le deformità delle dita e le metatarsalgie.
Le forme più gravi possono provocare fasciti plantari, talloniti, tendiniti achillee, callosità dolorose, difficoltà a calzare scarpe normali, grave deformità e artrosi dolorosa.

Tali forme più gravi si sviluppano dai 5 anni in su: le parti molli e la fascia plantare sono retratte e crescono più lentamente dell'osso, come una corda troppo corta tesa tra tallone e avampiede; la crescita ossea porta all'innalzamento dell'arco plantare.

Tale processo procede sino all'adolescenza, diviene più rapido tra i 12 e 16 anni, e si struttura verso i 18 anni, con la definitiva cuneizzazione delle ossa della volta.  

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